mercoledì, 31 gennaio 2007
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LA DRROGA FA BENE

Decisero di intraprendere la Via della Perdizione, così come il cartello indicava. Per evitare di essere punti da una delle tante siringhe, e anche di essere monotoni, camminavano con passi alternati, uno sì e uno no. Zigarro giocava a schivare aiddiesse e con la sua corsa folle, a destra e a manca scalciava mezzi limoni e fazzoletti sburrati.

“Ma strano, è pieno di limoni e cucchiai”.

“Boh, ci dev’essere un chiosco di spremute più in là”.

“Proseguiamo, amici, e ne avremmo conoscenza”.

Proseguirono e SCRASH…

“Corri, corri che se ci cassano: Ciao!”.

Girato l’angolo, finalmente poterono fermarsi a rifiatare.

“Finestrello, ma non è che per caso hai usato un laccio emostatico per fare una fionda e con quel rozzo utensile hai spaccato un lampione?”.

“No, macchè! Niente, niente! Era da un sacco di tempo che non lo facevo, dai tempi del catechismo comunitario”.

Effettivamente la strada portava non a un chiosco di spremute, bensì a un bar di ragazzacci. Una voce non soave, leggermente roca, strozzata in gola, con gli occhi rossi e semichiusi, giunse ai loro orecchi:

“Oh, ma ne volete drroga?”.

“Tsk, ne abbiamo già. Tu lo sai come si usa?”.

“Dai, passa poco poco”.

Finestrello tolse l’involucro di stagnola da infrà le chiappe e lo porse al ragazzaccio. Questi noto che trattatavasi di hashish e li condusse all’interno del bar.

Qui dentro non c’era pericolo di esser scorti, tutti fumavano allegramente le più varie sostanze, l’aria era satura di tetraidrocannabinolo e chi non fumava era sgregato.

Il ragazzaccio prese il fumo, lo divise con un coltellino piccolino scaldato al microonde. Se ne prese metà per la commessa e l’altra metà la ridusse in polvere.

“Nooo, ma così non ce n’è più. L’hai ridotta in polvere!”.

“E come te la vuoi fumare, intero? Passami una sigaretta”.

“No, non fumo”.

“Neanche io”.

“Però ho conservato un biglietto del pullman per fare filtrini”.

“Dammelo”.

Nomignolo scroccò due sigarette e ne porse una al ragazzaccio. Egli mischiò il tabacco alla polvere di drroga e girò a bandiera. Chi riccia, appiccia. E appicciò.  

Fece due tiri, passò la canna a Finestrello e se ne andò perché aveva impegni urgenti.

Nomignolo fumò anch’esso, mentre Ciliegino non ne volle sapere. La drroga non faceva per lui… l’ignaro. E invece si sballò moltissimo con il fumo passivo. Minca, vide farfalle e sottomarini gialli a forma di glande. La fame chimica gli fece venir fame. Finestrello, storto, pensava al padre… ah, il padre!  E Nomignolo? Nomignolo aveva finito lui la canna e siccome aveva iniziato a fumare masturbò la sigaretta col filtrino, per lasciarla sburrata di olio. Anche Zigarro, sballato perso, si smarrì all’interno del bar.

“Ah, ora che siamo sballati, possiamo ragionare meglio”.

“Facciamo il punto della situazione! Hai qualche appunto?”.

“Abbiamo cercato il culo in molte parti del mondo. Abbiamo visto terre e paesi lontani, addirittura siamo finiti all’inferno, ma di culo niente! Mi sta cominciando a venire un sospetto…”.

“Esponici i tuoi dubbi, amico Finestrello”.

“… chissà se troveremo mai il culo”.

“Su, non essere sospettoso. Vedrai che Gesù ci darà una mano”.

“Sì… me ne faccio della mano di Gesù. Ci serve il culo, per mia nonna, per il tuo cane, per chi l’avrà perso o lo perderà”. Lasciamo i ragazzi deliranti. 

E se li lasciamo dove andiamo? Eh?, torniamo un attimo da Prepuziolo. Due secondi.

postato da: ramonziere alle ore 14:42 | Permalink | commenti
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