EHM
“Finestrellooooooooo”, un grido echeggiò dall’altra parte della strada. Era la nonna di Finestrello che, vedendo il nipotino che le correva incontro, era ben lieta di fare questo incontro. I due parenti si abbracciarono a lungo termine. Si strinsero forti l’un l’altra e i tre amichetti reggevano i candelabri per illuminare la scena. Finalmente la nonna mollò il nipote e cominciò a fare domande a raffica come sol le nonne sanno far.
“Dai un bacio a nonna”.
“No, che mi lasci la bava e mi pungono i peli dei baffi”.
“Ma se ce li hai anche tu. Fai vedere, sei cresciuto?”.
“Eh, oh nonna vuoi vedere anche quelli della chicca!?!”.
“Sempre il solito, Finestrello mio…vuoi un po’ di marmellata di fichi?”.
La vecchina porse al nipote un vasetto di marmellata di fichi avanzata dal primo paragrafo.
“Oh nonna, ma se è marcia”.
“È a lunga conversazione…”
“Scusi, signora nonna di Finestrello, mi permetta di apportare una correzione alla sua frase errata. Pur riconoscendo l’esistenza del termine conversazione, non mi par lei abbia usato quest’ultimo con significato appropriato. Forse voleva dire conservazione?”. Il solito Ciliegino.
Finestrello dava in escandescenze, la nonna a lui non gliela poteva toccare nessuno. Era affezionato ai suoi parenti, compreso il padre. Ah… il padre…
“Oh la che io nonne non te ne ho cercato”.
“Scusa, Finestrello caro, ma io con questa mia intendevo dare dignità alla lingua italiana, ormai così bistrattata…”.
“Eh distratta lo dici a tua mamma. Che si dimentica tutte le cose, e anche con chi ha dormito l’altra notte”.
“Le stai forse dando della meretrice?”.
“Io non lo so se è meretrice, però è bagassa”.
“Basta bambini! Non bisticciatevi che siete bruttini”.
“Scusa nonna, è stato lui che ti ha offeso e io ti stavo solo difendendo. È sempre lui che inizia: chi prima inizia, male alloggia”.
“Le mie sentite scuse, signora nonna di Finestrello”.
L’atmosfera si chetò, i ragazzi erano nuovamente amici come prima, fino all’osso a più non posso. La nonna offrì loro caramelle alla menta e insieme le succhiarono. E per un attimo tennero la bocca occupata a succhiare, così non dicevano cazzate.
“Mah, o Finestrello, perché non mi dai quello per cui sei tornato?”.
“Ehm”.
“Ehm”.
“Ehm”.
“Ehm”.
“Ehm”, ma come se gli amici sono quattro, di chi è il quinto ehm? Di Zigarro, anche lui si schiariva la voce, camuffando, con la speranza che si avviasse alla conclusione questo argomento a loro ostile. Ma la nonna incalzò, e si incazzò.
“Allora, Finestrello, me lo dai o no il culo?”.
“Ehm… sto andando… a… prenderloinmacchina. Aspetta qua”.
Tfiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu i quattro amici sgommarono lontano dalla nonna e si diedero alla fuga.
Si rilassarono solo una volta usciti da Marzanepa. Il loro cuore pompava a 1000 bpm. Ormai era per loro impossibile tornare al borgo senza il culo.
Si fermarono alla fermata del bus e aspettarono col biglietto in mano.
Lettori, vi chiederete: ma da dove hanno preso il biglietto del bus? Dal buco del culo.




