GITA
Sbarbati che furono decisero di visitare i posti dove c’era la gente. Andarono quindi nei posti e scorsero la gente che faceva le cose. Loro pure avevano tante cose da fare, tanto che a un certo punto dissero a Finestrello:
“Andiamo (nel posto)”.
“Aspe’ sto facendo una cosa”
“Ah”.
Nel primo posto videro cose diverse rispetto a quelle cose che vedranno nei posti successivi. La gente, nel posto, era tutta uguale e facevano tutti le stesse cose, ognuno in maniera diversa.
“Oh, ma questo posto è pieno di cose”.
“E certo, c’è la gente che le fa”.
“No, ma non le cose che fa la gente, le cose che sono nei posti dove c’è la gente”.
Infatti le cose che c’erano nel posto non erano fatte dalla gente in quel momento che stavano facendo altre cose. Erano fatte dalla gente, prima, e quelle cose erano i posti dove andava la gente di solito a fare le cose. Durante. Quindi la gente andava nei posti che prima erano cose a fare le cose. E queste cose sì che lo erano.
[…]
“Un momento. Ma io questi posti, queste cose, questa gente che fa queste cose in questi posti, mi par di averle già viste…”
E in quel momento, in un posto, in mezzo alla gente, videro una che aveva le sue cose!




