mercoledì, 31 gennaio 2007
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IL SORSO RIVELATORE

L’associazione Artifizio Narrativo (A.N.) aveva lasciato i protagonisti del Romanzo che state finora leggendo al centro di una piazza, circondata da fontanelle che sprizzavano chiare fresche e dolci acque dai loro ugelli. Entrambi i quattro amici avevano una gran sete, sia perché provenivano direttamente dall’interno dell’Inferno, sia perché erano assetati. Ricordando i consigli dei loro genitori ormai lontani, attesero tre ore prima di bere. Per evitare spiacevoli congestioni, si bagnarono i polsi e proferirono a gran voce meglio aspettare che morire. Ma Prepuziolo preferiva bere e non morendo dimostrò empiricamente che la congestione non esiste.

Sporti che furono, dimenticaronossi d’aver sete: tant’era lo sbigottimento al momento che viderossi specchiati nello specchio d’acqua.

Il loro labbro superiore era ricoperto da un sottile strato di peli burdi. Di quelli che neanche si vedono però quando si vedono tutti ti prendono in giro. Erano diventati ormai uomini, anzi quasi. L’eccitazione era sì alta che ebbero una polluzione diurna.

“Bambini, siamo uomini!”, urlò Finestrello. Estrasse dal suo fagotto il rasoio elettrico ancora imballato, ma non vi era l’ombra di presa alcuna cui attaccare la spina. Ciliegino però notò l’ombra di una bicicletta: una graziella pieghevole, celeste metallizzata, con faro a dinamo. Staccò i due fili dal faro e li collegò al rasoio.

“Hai voluto la bicicletta, adesso pedala. Così potrò farmi la barba”.

Prepuziolo, che era abituato a prendere ordini, balzò in sella alla bersagliera. Ma nulla… il rasoio non funzionava. Convinto di fare la cosa giusta, porse a Finestrello una bomboletta di schiuma da barba che aveva rubato nel negozio di ascensori.

“Ora sì!”.

Finestrello si cosparse completamente la faccia di schiuma non risparmiando neanche la fronte. Sembrava Babbo Natale un po’ diverso. Bagnò il rasoio alla fonte e lo passò sul viso. I peli burdi s’impigliarono e restarono attaccati alla faccia più che mai. E più che mai sarebbe riuscito a toglierli, di questo passo.

Nomignolo si dimostrò più assennato e lesse le istruzioni: prima cosa spostare l’interruttore su ON.

“Ownnn, ecco perché non funzionava!”.

Ma non fece in tempo ad accenderlo che il rasoio saltò in aria con un botto. L’acqua era penetrata nei microcircuiti del sofisticato marchingegno provocando un corto circuito.

“Ah, queste diavolerie moderne. Vatti a fidare!”, disse Ciliegino col suo solito savuarfèr..

“Non è colpa della modernezza, lo so io di chi è la colpa”, e così dicendo Finestrello scaricò una caterva di sonori ceffoni sul nostro ciclista. Prepuziolo cadde dalla bicicletta, si ritirò dalla gara e chiese scusa.

Con la schiuma ancora sul viso, Finestrello si chinò verso il fagotto per prendere la lametta da barba che si era portato nel caso nel luogo non vi fosse presa alcuna. Incastonò la lama in un rametto trovato lì per caso, attaccato ad un albero. Fungeva magnificamente da manico. Cominciò così l’opera di rasatura con precisione chirurgica.

Finestrello, Ciliegino e Nomignolo entrano a testa alta nel magico mondo degli adulti. Prepuziolo no. Si era tagliato tutta la faccia e adesso poneva rimedio al problema con dei quadratini di carta igienica.

Come alle donne vengono le mestruazioni, così gli uomini si radono il primo pelo. Ma capita, seppur di rado, che anche le donne si radano il primo pelo e, ancor più di rado, che a Prepuziolo vengano le mestruazioni… dalla faccia. Eheh.

postato da: ramonziere alle ore 15:00 | Permalink | commenti
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