DONNE
Finestrello, Ciliegino, Nomignolo e Prepuziolo abbandonarono il girone degli scemi e scesero giù, giù, verso il buco del culo dell’inferno. Altri gironi apparivano come vetrine di un vasto centro commerciale. Drappelli maledetti da Dio si agitavano al passaggio dei nostri eroi alla ricerca del culo sano. Non diedero particolare importanza ai gironi insignificanti: omicidi, stupri, suicidi di massa, bancarotta fraudolenta, iracondi e accidiosi. Proseguirono diritti, quand’ecco, questo è un girone degno di nota.
Le femmine di uomo erano condannate alla sofferenza eterna non per i soliti reatucoli da condominio, quali stragi, carneficine e così via. Qual più grave peccato, se non quello di essere nate donna? Da piccoline sono gelose ‘ché son nate fuor di pene e quando veggono i maschietti e il loro attrezzo, subito son colte dalla gelosia e anelan d’averlo. Ma Dio così ha voluto, che senza pene vagassero pel mondo, e tutta la vita esse han trascorso a riempire il buco che hanno in mezzo alle gambe. E ora soffrono, prive della loro bellezza, in paesaggio privo d’ogni orpello: quattro pareti smisurate le isolano dal resto degli abietti. Enormi armadi pieni di vestiti d’ogni genere, lussuosissimi, cappelliere con tanto di capelli, estetiste superdisponibili a far manicure, pedicure e vagincure, sciarpe di raso, rossetti, mascara e trus, rimmel, elainer e tacchi a spillo. Così come in vita si sono agghindate e si specchiavano, sguazzando nella loro vanità, adesso sono costrette a provare e misurare e imbellettare senza mai potersi osservare. Infatti nel girone ad esse assegnato non era sito specchio alcuno.
Le poverette… sempre a incingiare vestiti nuovi comprati con i soldi sudati dall’uomo di casa. Si credono che i loro mariti li cagano i soldi? Ma adesso già soffrono, la loro vanità è atterrita. Hanno voluto la parità dei sessi? E adesso, all’inferno, tra un vestito e un cappello, sono costrette a lavorare: devono leccare la merda e il vomito dei diavoli. Il regno animale è più evoluto: per esempio, tra le formiche ci sono le operaie, che lavorano. Le api hanno la loro regina, invece tra le donne l’unica regina è quella d’Inghilterra, che altro non fa oltre salutare e indossare buffi copricapo.
“Ciao bimbi, sono madre Teresa di Calcutta…”, la voce proveniva da una nonnina rugosa, brutta e bassa che, con fare leccaculesco, si era avvicinata ai bambini, “…mi potete dire come mi sta questo nuovo vestito da suora collezione autunno-inferno?”.
“No”.
“Perché?”.
“Perché sei donna e se parliamo con te anche il nostro animo verrà macchiato e noi quando moriamo vogliamo andare in paradiso, non all’inferno come voi”.
Uscirono velocemente dal girone delle donne con la paura che qualcuna rivolgesse nuovamente loro la parola.
Le femmine di uomo erano condannate alla sofferenza eterna non per i soliti reatucoli da condominio, quali stragi, carneficine e così via. Qual più grave peccato, se non quello di essere nate donna? Da piccoline sono gelose ‘ché son nate fuor di pene e quando veggono i maschietti e il loro attrezzo, subito son colte dalla gelosia e anelan d’averlo. Ma Dio così ha voluto, che senza pene vagassero pel mondo, e tutta la vita esse han trascorso a riempire il buco che hanno in mezzo alle gambe. E ora soffrono, prive della loro bellezza, in paesaggio privo d’ogni orpello: quattro pareti smisurate le isolano dal resto degli abietti. Enormi armadi pieni di vestiti d’ogni genere, lussuosissimi, cappelliere con tanto di capelli, estetiste superdisponibili a far manicure, pedicure e vagincure, sciarpe di raso, rossetti, mascara e trus, rimmel, elainer e tacchi a spillo. Così come in vita si sono agghindate e si specchiavano, sguazzando nella loro vanità, adesso sono costrette a provare e misurare e imbellettare senza mai potersi osservare. Infatti nel girone ad esse assegnato non era sito specchio alcuno.
Le poverette… sempre a incingiare vestiti nuovi comprati con i soldi sudati dall’uomo di casa. Si credono che i loro mariti li cagano i soldi? Ma adesso già soffrono, la loro vanità è atterrita. Hanno voluto la parità dei sessi? E adesso, all’inferno, tra un vestito e un cappello, sono costrette a lavorare: devono leccare la merda e il vomito dei diavoli. Il regno animale è più evoluto: per esempio, tra le formiche ci sono le operaie, che lavorano. Le api hanno la loro regina, invece tra le donne l’unica regina è quella d’Inghilterra, che altro non fa oltre salutare e indossare buffi copricapo.
“Ciao bimbi, sono madre Teresa di Calcutta…”, la voce proveniva da una nonnina rugosa, brutta e bassa che, con fare leccaculesco, si era avvicinata ai bambini, “…mi potete dire come mi sta questo nuovo vestito da suora collezione autunno-inferno?”.
“No”.
“Perché?”.
“Perché sei donna e se parliamo con te anche il nostro animo verrà macchiato e noi quando moriamo vogliamo andare in paradiso, non all’inferno come voi”.
Uscirono velocemente dal girone delle donne con la paura che qualcuna rivolgesse nuovamente loro la parola.




