PISTAAA
Una gigantesca sfera verde dominava la cima di una collina. Che strano monumento era? I bambini non sapevano cosa fosse. Il narratore invece ne sa un po’ più di loro, dato che la sua istruzione è sicuramente superiore a quella di quattro stronzetti di sette anni cadauno.
Forse che la grande sfera era una base aliena, tipo le piramidi e le cose dei Maya, il triangolo delle Bermuda, le teste dell’isola di Pasqua e il regalo di Natale? Boh.
Raggiunsero la gigantesca sfera verde che dominava la cima della collina: era un cocomero gigante. Prepuziolo battè i pugni sulla buccia liscia e dura della verdura…
“Avanti”.
“Ceh, ha parlato”.
“E poba, sono io!”.
Finestrello stava sfoggiando le ormai acquisite doti ventriloquesche. I quattro amici giravano intorno al cocomero osservando il prodigio della natura. Quattro metri di diametro, fissati al terreno da un sol picciolo, picciuolo picciuolo. Ma davvero picciuolo.
Tant’era picciuolo ‘sto picciolo che bastò uno schizzo di catarro partito dalla bocca di Finestrello (allegato allo starnuto), perché il picciolo si spezzasse con nonscialans: pistaaaaaa!!!
Il cocomero si staccò roteò rotolò vrrr giù per la collina cess che velocità cloppete cloppete cloppete rotolava dai raggiungilo cess sta rompendo tutto beee beeee beeeee buuum addio pecora nabrebeimotta crash crash un muretto a secco dopo l’altro crash zang dshh bummm baggg un sacco di onomatopee pee pee beeee pecore… finish!




