mercoledì, 31 gennaio 2007
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LA MOLLI L’UVA

Camminavano per i campi, tra cespugli di more, arbitri e alberi di sedano alti quattro metri sui quali nidificavano i passeri. Decisero di fare un piccolo rifocillamento: scorsero un contadino che annaffiava alberi di pero, decisero di chiedergliene alcune.

“No, non chiediamogliele. Noi abbiamo il cacio…”

“E io anche il cazzo”.

“…noi abbiamo il cacio e non dobbiamo far sapere al contadino quanto è buono il cacio con le pere. Andiamo da un’altra parte”.

I bimbi decisero di rubare l’uva dalla vigna più avanti. Entrarono tra i tralci che intralciavano il loro incedere. Erano pronti a staccare i primi grappoli, ma…

“La molli l’uva”.

Si guardarono intorno e non videro un cazzo.

“Ma porcamadonna chi ha parlato?”.

“Sono stato io, la molli l’uva”.

“E poba”.

I bimbi insultavano lo spaventapasseri perché tanto non poteva fare niente, con quel palo che aveva infilato in culo.

“Noi non siamo mica Dorotea, che ti salviamo e ti portiamo dal mago di Oz, tu spaventa i passeri, la passera di tua mamma bagassa e stai zitto”.

Mangiarono un casino di uva e Prepuziolo vomitò tutto perché come al solito si era abbuffato come una merda. Era grassissimo, pesava 140 kg (unità di misura marzanepesca) e mangiava sempre, ogni volta. Come i cani.

“Dai liberatemi”.

“No”.

“Oh guardacazzo c’ho ancora un paio di cerini!”.

“Si dice guarda caso”.

“No, si dice guardacazzo perché mi devi guardare il cazzo”, così dicendo Finestrello appiccò fuoco allo spaventapasseri.

“Spegnetemi, spegnetemi”.

“Sì, con la pompa”.

I bimbi estrassero il pene e pisciarono addosso allo spaventapasseri, tranne Ciliegino. Odori di paglia bruciata, piscio e sburro, impregnavano l’aria. Già, sburro, perché forse non tutti pisciarono solamente.

postato da: ramonziere alle ore 15:27 | Permalink | commenti
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