mercoledì, 31 gennaio 2007
23

ADIACENTE

Le casupole del villaggio erano a forma di glande. Gli adiacentini erano molto religiosi e ringraziavano la divinità della fertilità innalzando ad essa grandi menhir falliformi. Innalzavano falli dappertutto: chiese, palazzi, case, panchine, adolescenti, tutte queste cose ricordavano il fallo.

Fecero shopping per i negozi del paese e comprarono un po’ di tutto, pagando a fido. Si riempirono i fagotti di questo e di quello e anche un po’ dell’altro. Ma poco. In realtà girovagavano per le strade del paese perché ancora non avevano il coraggio di andare a scoprire il mondo. E perché il narratore si sta incasinando.

“Bambini, mi aiutate ad attraversare…”.

“Sì, vecchia di merda”.

Finestrello prese la vecchia per un braccio e la uccise.

“Adesso hai attraversato le porte dell’aldilà”.

Tutti risero di gusto, persino Ciliegino perse il self control e si lasciò andare. Ma subitò si pentì e chiese perdono al signore.

Ma il signore aveva la divisa e li prese in consegna.

Alla gendarmeria i bambini furono interrogati con la lampada puntata sul viso. L’interrogatorio fu invero lungo e duraturo, tanto che alla fine i bimbi divennero scuri, scurissimi. Negri. 

“Oh, ma non abbiamo ripassato”.

“Tu devi essere preparato in qualsiasi occasione, non si studia solo per gli interrogatori”.

“Eh, ma lei non aveva avvisato”.

“Io ho la giustificazione”.

“No”.

“Io sono pronto, m’interroga? Vengo volontario”.

“Dai, siediti al primo banco”.

Ciliegino parlò otto ore e tre quarti strabiliando e intontendo i gendarmi. Grazia all’abilità loquace, ipnotica e culturale del bimbo, furono tutti salvi e poterono andarsene dalla gendarmeria. Temendo di imbattersi in altri guai, varcarono rapidamente i confini del villaggio Adiacente.

postato da: ramonziere alle ore 15:28 | Permalink | commenti
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