mercoledì, 31 gennaio 2007
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INTRO

Ancora notizie poco piacevoli dal villaggio metropolitano di Marzanepa. Altri due nuovi casi accertati della malattia. Il culo pazzo colpisce ancora. Questa volta è toccato a una giovane coppia di anziani appena andati in pensione: non si sa chi dei due avesse contratto il morbo per primo, ma è ormai certo che se lo siano contagiati a vicenda. Non sono note le modalità di contaminazione, per i due giovani anziani si parla di trasmissione orale. È da escludere il contagio tramite un rapporto sessuale, vista l’avanzata età dei giovani anziani. È ipotizzabile che i germi della malattia siano stati diffusi nell’abitazione dai ripetuti colpi di tosse e dagli starnuti della coppia. Il morbo colpisce soprattutto gli anziani e causa la perdita dell’apparato cagatorio. Costui fugge di soppiatto, senza preavviso, lasciando la vittima sprovvista di culo e ciò, non solo comporta la perdita della fortuna, ma addirittura impossibilita i colpiti dal defecare…

 

“Ma va’”.

La nonna di Finestrello spense il televisore diffidente, lei, non il televisore. Non che si spense lei, si spense il televisore, anzi lo spense, lei era soltanto diffidente. E in quanto a spegnersi non ci pensava minimamente, tanta era la sua voglia di vivere. Nella sua testa pensava che il morbo non la potesse mai colpire, dato che lo concepiva come una punizione divina e lei, religiosissima, non ne sarebbe stata colpita mai.

Collezionava santini, ne aveva quasi quattromila, libretti della messa e di preghiere, acqua benedetta, effervescente e non, lacrime di Madonna che fungevano da ricarica per le sue innumerevoli copie di madonnine piangenti, croce di Gesù, crosta delle mani di Padre Pio, nonché un frammento del suo saio ecc… ecc… ecc…

“Ah”, disse tra sé e sé, “la marmellata di fichi!”.

La nonnina si era dimenticata di preparare la marmellata di fichi per i suoi amati nipotini e non voleva fare un torto al suo preferito: Finestrello. Per non offendere neanche il Signore, con questo suo peccatuccio, recitò immediatamente quattrocentodieci rosari, cioè ne recitò uno per rosario che aveva sparso in casa, e si mise all’opera: colse i fichi dal fico, scelse i fichi, sbucciò i fichi, tagliò i fichi, tolse i semi (dai fichi) e preparò la marmellata di fichi. Ora i suoi nipotini, e soprattutto l’adorato Finestrello, avrebbero avuto una dolce delizia da mangiare a casa della nonna, fino ad esaurimento scorte.

Si era fatto tardi, la nonnina era stanca, recitò quattordici atti di dolore e si coricò sul suo letto benedetto.

postato da: ramonziere alle ore 16:05 | Permalink | commenti
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