mercoledì, 31 gennaio 2007
17

17 - PARTENZA

Si spostarono dal grande faggio, ancora imbrattato dal latte e dal sangue del tenero Minicicciolo. I quattro amici procedevano in fila indiana, silenziosi, ognuno con il suo fagotto sulla spalla destra, sostenuto dal bastone che ciascuno aveva portato con sé. Il cane Zigarro zampettava felice a fianco di Finestrello, gli scodinzolava attorno, sempre fedele al suo padroncino. Ciliegino intonò una simpatica canzone di chiesa, e gli amici seguivano a ruota col ritornello:

 

Ho comprato le scarpe di gomma (Ciliegino).

Viva Dio e viva la Madonna (tutti).

 

Le scarpe di gomma le voglio anch’io (Ciliegino).

Viva la Madonna e viva Dio (tutti).

 

Le scarpe di gomma son rotte di dietro (Ciliegino).

Viva la Madonna e viva San Pietro (tutti).

 

Le scarpe di gomma son rotte davanti (Ciliegino).

Viva la Madonna e  tutti i santi (tutti).

 

Sembravano dei giovani militari, tutt’intenti a cantare la loro canzone. La tensione ideale era a mille, si stringevano mentalmente l’uno attorno all’altro: il culo pazzo non avrebbe avuto il sopravvento. Né il culo pazzo della nonna di Finestrello, né il culo pazzo del cane di Ciliegino. E neppure i culi pazzi futuri. Nessun culo pazzo mai più, i nostri eroi avrebbero debellato il morbo.

Proseguirono e uscirono dal villaggio, non si vedeva anima viva per le carrozzabili del villaggio metropolitano, solo l’allegro cricchettare dei grilli rompeva la monotonia di una notte senza vento e senza luna, e senza paura. La collina escludeva il guardo dei nostri eroi, ma loro immaginavano l’infinito che si spandeva oltre la siepe terrosa e rocciosa che si abbarbicava davanti ai loro occhi. E il naufragar l’è dolce in questo mar…

…“mar che nulla mato mar perdona”, disse Ciliegino, che era il più colto, interrompendo il narratore.

Anche se la citazione non è proprio esatta, dato che il nostro paese è, nel complesso, democratico, lasciamo esprimere questo professorino che ha sette anni e vuole fare il fighetto, ma ha sbagliato citazione, momento e persona.

Uscendo dal villaggio, sempre con i loro fagotti in spalla, videro una di quelle cassette postali rosse che sicuramente vi sarà capitato di incontrare durante le vostre passeggiate.

“Ah, non abbiamo neanche lasciato il bigliettino d’addio ai nostri genitori, siamo ancora in tempo per tornare a casa e scrivere due righe”.

“Non c’è bisogno di tornare indietro, ho io casualmente qua carta, penna e franchibollo”.

“Sì, ma cosa scrivere?”.

“Quello è un altro problema, intanto possiamo imbucarle proprio qua, in questa buca per le missive che il narratore ha appena descritto”.

Ciliegino accese il suo computer con stampante incorporata e aprì il file della “lettera prestabilita”. Ne stampò quattro copie e le diede ai suoi amici.

Ai miei cari genitori, padre ............ e madre ............, il sottoscritto …………, residente in …………, nato a …………, il …………, CF…………, ai sensi di legge, dichiara che è andato dall’altra parte del mondo a cercare massicce dosi di culo per ovviare alla crisi del culo pazzo. La proposta è giunta dal giovinetto Farris Finestrello di anni sette, ed è stata approvata dai combriccolari: Arbau Ciliegino di anni sette, Frau Prepuziolo di anni sette e Pillittu Nomignolo di anni sette e mezzo, per un totale di quattro amici e ventotto anni e mezzo.

Essendo a conoscenza delle persecuzioni a norma di legge, alle quali si va incontro qualora si forniscano dichiarazioni mendaci, dichiarano di non dire bugie.

Saluti a tutti, baci e abbracci

............

Firma

 

 

 

I quattro amici compilarono le epistole con i rispettivi nomi e cognomi, tranne Prepuziolo che invece di scrivere i suoi dati anagrafici sopra i puntini, peccò d’idiozia e unì gli stessi, non ottenendo altro che un segmento. Per questo gli diedero una doppia razione di sturmundrang & zang tumb tuuum.

Imbucarono le lettere e lasciarono il villaggio alle loro spalle, era la prima volta che lo abbandonavano. Chissà quali avventure li attendevano dietro la siepe, io lo so perché sono il narratore e ve lo potrei dire subito come finisce, ma invece no. Se no non c’è gusto.

postato da: ramonziere alle ore 15:37 | Permalink | commenti
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