L’INCONTRO
“Ciao Mirko”.
“Ciao Manrico”
“Hai ricevuto la mail?”.
“Sì. Grazie per i complimenti, l’ho apprezzata tantissimo”.
“Non mi devi ringraziare, è una mail sincera. Riesco veramente a penetrare il tuo essere…”.
“A proposito di essere, mi racconti questo sogno?”.
“Guarda Mirko, non ci crederai mai, non sto scherzando”.
“Dimmi”.
“A un certo punto, più o meno a metà romanzo, mi sono addormentato e ho sognato il continuo di quello che stavo leggendo. Mi sono svegliato, ho preso in mano i tuoi fogli, ho iniziato a leggere nuovamente e… indovina un po’… ho trovato scritto proprio quello che ho sognato!”.
“Ma veramente? Non è possibile? Mah… vuoi vedere che siamo fratelli gemelli… non c’è altra spiegazione”.
“Boh”.
“Come ti chiami di cognome?”.
“Zecca”.
“Anche io mi chiamo Zecca, non c’è alcun dubbio, siamo fratelli gemelli”.
I due andarono a bersi una birra per festeggiare la loro ritrovata fratellanza.
“Che strano, eh… Mirko”.
“Eh già”.
“Fratelli gemelli, eppure mi era sembrato di cogliere sentimenti comuni leggendo il romanzo. Mi sono riconosciuto molto nella parte in cui Finestrello incontra il padre…”.
“Finestrello?”.
“Sì, quando Finestr…”.
“Finestrello? Ma di che cosa?”.
“Finestrello, il protagonista del romanzo che hai scritto”.
“Ma se il protagonista del mio romanzo si chiama Gualtiero Mussolazzi”.
“E allora io cosa ho letto?”.
“Stai a vedere che quello stronzo…”.
FINE




