mercoledì, 31 gennaio 2007
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OUTRO

… ancora notizie dal villaggio metropolitano di Marzanepa. Il sacchetto di culi portato dal CAVALLO è stato analizzato e studiato da un’equipe composta dai migliori scienziati e studiosi di tutto il borgo. Sono stati tentati duecentoquattro trapianti di culo su volontari sprovvisti dello stesso, ma le operazioni non hanno avuto l’esito sperato. Nessun organo ha attecchito e le crisi di rigetto sono state gravissime, in alcuni casi hanno portato anche alla morte.

Ma le prime sconfitte hanno consegnato la vittoria; è stata persa una battaglia ma vinta la guerra: l’impulso dato alla ricerca dalla scoperta dei culetti ad opera del CAVALLO ha spinto gli operatori del S.E.D.E.R.E. a buttarsi mani e piedi nella sperimentazione. Le notizie non possono che essere positive, ci spiega tutto il dottor Pencheko in collegamento con noi dal centro S.E.D.E.R.E.:

“A nome dell’associazione S.E.D.E.R.E. costituitasi in Marzanepa a seguito della diffusione del morbo del culo pazzo, vorrei annunciare la nostra fondamentale scoperta. La mancanza di culo, non è una malattia, è semplicemente una fase di transizione. Siamo tra due gradini dell’evoluzione della specie: dall’homo sapiens sapiens all’homo sine culo. In parole povere, la causa della scomparsa del culo è provocata dagli enormi progressi in campo alimentare. I nuovi cibi non hanno scorie, non hanno sostanze di scarto e, poiché assimilati al 100%, non producono feci nell’organismo, rendendo ormai obsoleto il ruolo del culo”.

Mi scusi esimio dottor Pencheko, ma i morti? Come ce li giustifica?

“È molto facile. Marzanepa in questo periodo è stata colpita da un nuovo virus: pensavamo che il primo sintomo della malattia coincidesse con l’influenza, per poi degenerare, nei casi più gravi, in una perdita di culo. Curavamo la prima fase del disturbo con le supposte, cura ovviamente impossibile per i pazienti in stadio terminale di quello che ritenevamo fosse il morbo del culo pazzo. Ma morbo non era: sarebbe bastata, anche ai pazienti terminali, la stessa cura dei colpiti in forma lieve, assimilata in via alternativa. Come ho già detto, la mancanza di culo non è una malattia, e questo ci tengo a specificarlo, ma solo una fase transitoria nell’ evoluzione della specie. Adesso comunque abbiamo trovato una nuova cura assimilabile per via orale, atto a sconfiggere il virus influenzale”.

“Ma questa spiegazione vale anche per i cani e gli altri animali?”.

“Certamente”.

Grazie dottor Pencheko, saluto il centro S.E.D.E.R.E.

Passiamo adesso alle altre notizie da Marzanepa, situazioni e cose così.

Fine

postato da: ramonziere alle ore 13:24 | Permalink | commenti
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