FINESTRELLO
“Ma tu… non sei Achab Adda? Perché mi hai chiamato figliolo?”.
“Il fato ha voluto che tornassi a Marzanepa”.
“Come mai? Sei venuto a cercarmi?”.
“No, è stato il fato, il fato e la speranza. Speranza… non è cambiata per niente da quando l’ho lasciata… la mia Speranza… e finalmente accanto a lei ti ho riconosciuto, ma solo ora. Lascia che ti abbraccia Fent…”.
“Finestrello, papà! Sono tuo figlio Finestrello”.
“Finestrello…”.
Un abbraccio suggellò l’avvenimento, il suo finale era al termine.
Speranza rinvenne e vide in un sol botto padre, figlio e marito e poco mancò che non svenne. Ancora abbracci e lacrime. L’importanza e il senso della famiglia.
La famiglia Adda decise al gran completo di lasciare Marzanepa e di andare a vivere sui mari, in un’infinita crociera. A godersi il bene e il sentimento, a godersi tutti quegli anni che il tempo aveva loro tolto.
Adesso Finestrello Adda e tutta la sua famiglia vivono a bordo della Luisa Corda III, in memoria di Luisa Corda II, in memoria di Luisa Corda I, la mamma del marinaio, che era di Foggia e si chiamava in disparte, a ore pasti, Paolo.
La barca era stata rimodernata e le stanze aumentate di numero, per far sì che anche il piccolo fratellino di Finestrello avesse un letto in cui ormeggiare, una volta nato.




