I PREPARATIVI – NOMIGNOLO
Nomignolo era in camera sua, erano solo le undici di notte. Mancava un’ora all’appuntamento con gli amici. Disteso sul letto, stava nomignolizzando (dando soprannomi) le zanzare che ronzavano attorno alla luce al neon. Ne aveva già individuate quattro: Zanzibar, Facinorosa, Draculina e Puttana. Forse aveva fissato troppo la lampada, fatto sta che ora il cristallino, assorbendo luce in grande quantità, sia pur tramite la pupilla: Nomignolo vedeva macchie colorate. Non poteva quindi continuare a scrivere i nomignoli sul suo taccuino. Che ormai era stracolmo. Quattrocentoquarantaseimila miliardi di nomignoli scritti da Nomignolo sul taccuino. Ne aveva sempre, per tutto e per tutti: nella sua settennale vita aveva nomignolizzato uomini, bambini, animali, oggetti, donne, buoi e motori, gioie e dolori, denari, fiori, picche e cuori (come quando fuori piove).
Preparò il fagotto, dal quale spuntava la bottiglia piena di latte, appena munto dalla sorella.
Così passò il tempo e Nomignolo s’incamminò…




