mercoledì, 31 gennaio 2007
103

SANTA VACCA

Toc toc. Un piede alle dieci e dieci bussò nelle costole di Nomignolo.

“Su, dai, è ora, sveglia”, disse una voce sottoessa.

“Ah, ok”.

Nomignolo aprì un occhio e vide due sagome di persone, e anche Ciliegino e Finestrello si svegliarono per il trambusto.

“O Nomy, ma chi erano quelli?”, disse Finestrello mentre i due seccatori si allontanavano verso l’orizzonte.

“Niente. Due miei amizzi: Petrazzi & Montizzi!”.

Trassero guadagno dalla sveglievolezza e lessero i manifesti shockanti attaccati qua e là. Sicuramente appesi abusivamente durante la loro dormita.

 

Attenzione, ai fedeli della Parrocchia di Santa Vacca V.M. 18,

si presta a loro conoscenza che in anteprima mondiale ci sarà l’inaugurazione della messa del nuovo prete ex fra’: Pre’ Puziolo.

Ingresso libero a tutti fedeli, vietata la vendita, no ai musulmani, rinfresco e ostie per tutti.

 

Seguivano una sfilza di preghiere, che non sono importanti per l’economia della storia. È importante solo l’annuncio.

Ciliegino voleva andare velocemente da questo Puziolo qua, per sgravarsi del gravoso grave. Gli altri per sgrovarsi, dato che rinfresco e ostie per tutti.

Uscirono dal quadrato ed eccoli lì: pronti, felici e contenti in via V.M. numero civico 18. Non c’era nessuno alla messa, nella città di Madonna la chiesa di Santa Vacca era completamente vuota. Senza sgarbo per Gesù. I fedeli erano sempre fedeli, però a un’altra cosa. Quest’anno la chiesa dei Testimoni di Geova aveva fatto una promozione: in paradiso col 50 per cento di preghiere in meno, strade col traffico raddoppiato e sms gratis per tutti gli aderenti.

Pre’ Puziolo era gemente e piangente nella sua valle di lacrime. L’unica cosa che empiva la chiesa era il suo singhiozzare.

Ci siamo dimenticati di dire che prima di arrivare a Santa Vacca, i tre stronzi fecero uno scherzo alquanto degno della loro coglionaggine; Finestrello e Nomignolo giusto per portare qualcosa da confessare al pre’ idearono la burla. Avevano bussato al portone di Casa Ditalino e detto:

“Toc toc”.

“Chi è?”.

“Il mugnaio”.

“Cosa vuoi?”.

“Un chilo di farina”.

“Non ne ho torna domani”.

E scapparono velocissimi. Ora sì che potevano confessarsi. Scusate se non abbiamo raccontato subito questo gustoso aneddoto, ma avevamo le dita bloccate dal ridere.

Torniamo a Santa Vacca, che fa sempre piacere. Ciliegino entrò per primo nella chiesa e vinse la medaglia d’oro. Era un prodigio dell’architettura: volte a botte, pinnacoli pelosi, archi a tutto sesso e altri a sesto aculo, colonne tortili e gonfie cappelle laterali. Affreschi del Pecorino e pianelle di Salvador Zick. La navazza centrale era al centro, il soffitto e pensate che nella pala d’altare era addirittura dipinto un cavallo!

Si accostò al pre’ e chiese di essere confessato.

“Come ti chiami, figliolo?”.

“Arbau Ciliegino. Presente”.

“Cilieginooo, sono Prepuziolo, non mi riconosc…”.

Non fece in tempo a dire la i che subito una vecchia dose di sturmundrang and zang tumb tuuum rinsaldò in men che non si dica l’amicizia. Che bello l’amicizia. Che bello il momento. Ah, la nostalgia… (lacrime da parte dei lettori).

“Mi confessi due secondi Pre’, che ho fatto una cosa brutta e non ne ho voglia di andare all’inferno”.

“Sì, dimmi cos’hai fatto”.

Finestrello interruppe con un inciso: “Ha coddato, pezzo di merda, e noi niente”.

“Arbau Cilieg
ino, ti assolvo da tutti i tuoi peccati…”.

E certo che un Pre’ Puziolo così si mette ad assolvere: lui faceva l’amore col padre fin da piccolo.

Nomignolo e Finestrello avevano vergogna di raccontare il loro scherzaccio, peccato ben più grave, ai danni di Casa Ditalino.
postato da: ramonziere alle ore 13:40 | Permalink | commenti
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