CASSATO
Nel mezzo del cammin del loro amplesso religio-commemorativo, Ciliegino e Arcangela vennero scoperti proprio nel momento in cui stavano diventando l’un uomo e l’altra donna. Finestrello e Nomignolo si sporsero da sopra il muretto a secco e videro la recita pornografica. Colti da improvvisa invidia, urlarono contro l’amico parole accusatorie, con l’intento di farlo sentire in colpa:
“Cilie, ma stai coddando? Minca ma sei matto, ma non lo sai che vai all’inferno?”.
“Ma cosa state dicendo? Sto facendo una pratica religiosa!”.
“No, stai coddando! Ceh, inferno assicurato. E te la devi anche sposare!”.
Ciliegino cominciava a preoccuparsi, forse la decisione era stata un po’ troppo affrettata. Il rimorso agiva nel suo cuore e la voce della coscienza lo assillava. Per colpa della gelosia dei suoi amici, ora vedeva in Arcangela solo e soltanto una grandissima bagassa, che oltre tutto l’aveva traviato, lui onesto cattolico, con la scusa della religione, suo punto di forza e al contempo di debolezza.
“Archy, mi hai fatto fare una cosa brutta. Mi hai tratto in inganno con colpa e senza dolo, ora andrò all’inferno!”.
“Ma Cilie io volevo solo godere. E ti ho fatto anche diventare uomo”.
“Ora non sono uomo. Sono solo un peccatore”.
Gli amici consolavano Ciliegino, ma avevano la doppia faccia. Erano frattati un tot. Quanto avrebbero voluto essere al suo posto… ma Ciliegino pensava solamente a trovare un sacerdote per confidargli i suoi peccati. E si sa, una volta che ci si confessa, del peccato non rimane traccia. Stanchi, si gettarono a terra e dormirono alla diaccio. Ciliegino era in preda allo sconforto e gli altri erano in preda all’erezione.




