ARRIVANO I NOSTRI
Ormai tutto era già stato fatto, tutte le guerre combattute: le mondane, esorcizzate, erano talmente piene che gliene usciva dagli occhi. Erano spossate, non volevano più saperne di sesso e affini, ormai avevano il cristianesimo dentro di loro.
Finestrello e Nomignolo e Ciliegino si trovavano sul campo di battaglia, ma la battaglia non c’era più. I soldati di Dio e le soldate del sesso si riposavano.
“Scusa, ma secondo te sono uomo?”, chiese Finestrello a una redenta ignaro che fosse tale.
“No, non sei uomo, si vede da lontano che sei un bambinetto”.
“E allora non mi può aiutare, signorina bagassa?”.
“No, da oggi solo Dio può possedere i nostri sentimenti”.
“Eh minca proprio oggi che voglio coddare”…
Sbattiamocene di Finestrello, e allora anche di Nomignolo, che non riuscivano a concludere niente.
Ciliegino aveva fatto conoscenza con la scusa di qualcosa e s’intratteneva a loquire con la figlia del presidente dell’AAM, Arcangela, il quale se la portava dietro in ogni posto, persino quando andava a cagare, dato che come pulisce il culo lei non te lo pulisce nessuno.
Arcangela raccontò a Ciliegino tutta la storia del cristianesimo sino all’ultima battaglia appena combattuta, illustrò l’alto valore del sesso nella lotta contro il maligno e spiegò che anche lei si sarebbe voluta sentire partecipe della sconfitta di Satana, ma che, in quanto donna, non aveva l’aspersorio.
“Perché non commemoriamo il rito? Rendiamo grazie a Dio simulando la battaglia, dietro quel cespuglio”.
E così fu.




